DIFFONDETE!!!
E poco alla volta…
E poco alla volta…
Pubblicato in Juventus | Contrassegnato da tag Calciopoli, Farsopoli, Gigi Moncalvo, Il disegno dietro Calciopoli, Juventus | Lascia un commento »

Nella stagione 1982-83 la Juventus disponeva di una squadra a dir poco stellare.
A fine anno, a riprova del fatto che non sempre i più forti vincono (e che non sempre pur rinforzandoti a dovere i risultati sono garantiti), arrivò “soltanto” la Coppa Italia.
Vinta dopo due finali molto tirate con il Verona.
In Italia lo scudetto lo vinse la Roma; in Europa, nella infausta serata di Atene, l’Amburgo conquistò la Coppa dei Campioni a nostre spese.
Ecco le immagini della gara di andata al Villa Park
Queste, invece, sono quelle dell’incontro giocato a Torino
Pubblicato in Amarcord | Contrassegnato da tag Aston Villa, Aston Villa-Juventus, Atene, calcio, Coppa dei Campioni, Juventus, Juventus-Aston Villa, Roma, Verona, Villa Park, Widzew Lódz, Zbigniew Boniek | 2 Commenti »

Alla domenica mattina il giornale mi introduceva al pomeriggio calcistico.
Non esistevano anticipi o posticipi.
Esisteva la radiolina.

Mi immaginavo le azioni, ricordando le immagini viste nelle partite precedenti.
Sognavo di fare il giornalista sportivo, di poter raccontare ai tifosi le gesta dei calciatori della Juventus.
Quel lavoro, oltretutto, mi avrebbe permesso di assistere a tutti gli incontri della Vecchia Signora…
Non avrei mai immaginato, vent’anni dopo, di poterli vedere tutti comodamente seduto in casa.
La schedina era un rito.
Il “13” al totocalcio, un sogno.
Quando c’era un interruzione nel collegamento radio, con il pubblico che esultava e non si capiva ancora chi avesse segnato, il cuore mi saliva in gola.
“Scusa Ameri…”

Poi, era la volta di 90° minuto…
Non vedevi l’ora che Paolo Valenti finisse di leggere i risultati e la classifica.
Ecco, finalmente, le immagini…
Dopo la sintesi di una partita (poco meno di un’ora, terminato 90° minuto), era la volta di Domenica Sprint…
Di nascosto dai genitori, più grandicello, quando si riusciva, si tirava a fare tardi con la Domenica Sportiva…
A proposito, ricordate le partite in eurovisione? Beh, iniziavano con questa sigla…
Grazie a tutti questi protagonisti per avermi aiutato ad amare il calcio

![]()
Questo post lo puoi trovare anche su juvenews.net, nella sezione Passione Juventus
Pubblicato in Amarcord | Contrassegnato da tag 90° minuto, Domenica Sprint, Enrico Ameri, Juventus, La Domenica Sportiva, Paolo Valenti, Sandro Ciotti, scusa Ameri, Vladimiro Caminiti | 19 Commenti »

Il primo pensiero del post non può che andare alla drammatica morte del portiere dell’Hannover e della nazionale di calcio tedesca Robert Enke.
Riporto da internet:
Dai primi accertamenti della polizia si tratterebbe di suicidio. Enke si sarebbe gettato sotto un treno, intorno alle 18.30 di martedì, nei pressi di un passaggio a livello ferroviario a Neustadt am Ruebenberge, nei pressi di Hannover, poco distante dalla sua abitazione.
Riposa in pace, campione.
Proviamo a parlare di Juventus.
Ecco le frasi pronunciate dal presidente Blanc oggi: “Cos’ha l’Inter più di noi? Per adesso 5 punti in classifica…”
Le “tronco” subito. Non vado neanche avanti.
E’ bastata una vittoria contro l’Atalanta, unita ad un pareggio dell’Inter in casa, perché riprendessero i proclami di battaglia e le frasi ad effetto.
Continuiamo, invece, a parlare di quella farsa che è stata definita Calciopoli.
Ora che l’avete creata, ve la tenete.
Inserisco questo video, nel quale dovrete memorizzare le parole pronunciate, nella seconda parte, dal giornalista Gianfranco Teotino (nella foto)

Perché concentro l’attenzione su di lui?
Leggete qua sotto:
La Nazione – 29 settembre 2007
“IL SORTEGGIO ARBITRALE NON ERA TRUCCATO”
LA CORTE D’APPELLO HA DATO RAGIONE A BERGAMO E PAIRETTO DIFFAMATI DA DUE ARTICOLI DI GIORNALE
“Il sorteggio arbitrale non era truccato”, lo sostiene una sentenza della Corte d’Appello del Tribunale di Roma alla quale si era rivolto il giornalista Gianfranco Teotino, querelato dagli allora designatori Paolo Bergamo e Pierluigi Pairetto. Teotino è stato condannato al pagamento di mille euro di multa più le spese processuali. I designatori si sentirono diffamati da due articoli apparsi sul settimanale Rigore e sul quotidiano La Stampa nei quali Teotino sollevava dubbi sulla designazione dell’arbitro Borriello per Roma-Juve sostenendo che il sorteggio arbitrale non era regolare. Il tribunale lo ha smentito dando ragione in primo grado e adesso anche in appello a Bergamo e Pairetto. La vicenda potrebbe essere una delle tante “querelle” giudiziarie che non finiscono in cronaca, ma in questo caso assume una valenza diversa e ben più importante. Infatti, una delle colonne portanti dell’accusa nell’inchiesta napoletana su Calciopoli riguarda proprio il sorteggio. Secondo i giudici napoletani il sorteggio era irregolare, Bergamo e Pairetto ne erano gli organizzatori per conto della “famosa” cupola e per questo dovrebbero essere processati. La sentenza di ieri, come già accadde a Torino con un pronunciamento analogo del giudice Maddalena, smonta questo teorema e potrebbe essere destinata a incidere anche sul processo napoletano. Perlomeno sarebbe curioso se il sorteggio fosse regolare per i giudici romani e truccato per quelli napoletani. Vedremo. Comunque questa sentenza è un’arma in più in mano alla difesa che cercherà di demolire l’impianto di accusa di Calciopoli. Il processo a Napoli dovrebbe tenersi nella prossima primavera.
Ognuno tragga le proprie considerazioni…
“Chi ha truccato il sorteggio?”
Dopo il recente comunicato di Luigi Ferrajolo, presidente dell’USSI, ecco un video sull’argomento.
Buona visione
“Con le nuove regole proteggeremo il business di Abramovich, Massimo Moratti e Glazer. Sono sicuro che vogliono vendere, ma chi comprerebbe club con tanti debiti? Chi sarebbe così stupido?”
Michel Platini – 3 novembre 2009
Ecco cosa ha detto, lo stesso Platini, in un’intervista rilasciata il 7 novembre 2009
Scritto da uno che ti ha adorato (calcisticamente parlando) sino alla follìa, mi hai veramente deluso, Michel.
Hai proprio ragione: Moratti ha fatto del bene al calcio…
Pubblicato in Juventus | Contrassegnato da tag Blanc, calcio, Calciopoli, Farsopoli, Juventus, Michel Platini, Robert Enke | 21 Commenti »
Riporto fedelmente:
“Telelombardia, Lunedì di Rigore, 9 novembre 2009. Il giornalista Riccardo Bianchi interviene su invito di Ravezzani e dice di non aver avuto alcuna pressione quando ha partecipato ai sorteggi. In più individua nel presidente USSI Toscana l’incaricato alla famosa estrazione del colpo di tosse. Ravezzani “dimentica” di dire che Martino ha escluso che quel colpo di tosse potesse essere un segnale del sorteggio truccato.”
Ricevo e pubblico molto volentieri:
Pubblicato in Juventus | Contrassegnato da tag calcio, Calciopoli, Farsopoli, Juventus | 4 Commenti »
Capisco il merchandising.
Capisco la necessità da parte di tutte le società di calcio di fare più soldi possibile e nei modi più svariati.
Capisco che la vendita delle magliette sia una delle voci più importanti nei bilanci delle società di calcio, e che quindi ogni stagione il look di ogni squadra debba variare un po’.
Per la prima maglia spesso il restyling riguarda piccoli accorgimenti o, se del caso, la larghezza delle righe. Questo a volte è quasi impercettibile, a volte è un po’ più evidente, come ad esempio per la divisa dell’Udinese nelle ultime stagioni.
Ma è soprattutto con la seconda maglia che i disegnatori dei vari “sponsor tecnici” si sbizzarriscono, arrivando anche ad offrire delle cose improponibili.
A volte, però, il buon gusto ed il senso della realtà dovrebbero mettere un freno alla fantasia.
A cosa serve una seconda maglia?
Si utilizza quando le due squadre che si affrontano, hanno colori simili, tanto da rischiare di confondersi. Sia l’arbitro che gli spettatori devono essere chiaramente in grado di differenziare i contendenti.
Una volta, forse, ora non più!
Ora è solo una tenuta differente, in modo che i tifosi acquistino 2 maglie ogni anno.

Prendiamo, per esempio, la nostra.
Color acciaio e quella banda trasversale bianconera con quel gusto un po’ retrò… bellissima! Peccato però che in tv risulti piuttosto “chiara” – come la prima – e con il Siena (complice anche il sole) non si riusciva a distinguere i nostri dai toscani!
Altrettanto incomprensibile è l’utilizzo della seconda maglia anche quando non ce n’è alcuna necessità (oltre quella di farla vedere per venderla). Perché indossare la divisa grigia contro l’Atalanta? Perché ogni volta che si incontrano Juve e Bologna, una delle due deve schierarsi con una tenuta che non sia quella tradizionale? Veramente, di fronte ad avversari in bianconero, una maglia verde è più riconoscibile rispetto ad una rossa e blu?
Sarò all’antica, ma per me la seconda divisa deve solo avere un “tono” diverso dalla prima. Se la prima è “chiara”, la seconda deve essere “scura” e viceversa, il tutto mantenendo il senso dei colori sociali.
E con questo mantenere il senso dei colori sociali, penso anche al Genoa. Perfetta la scelta sia della prima storica maglia che della seconda – bianca con una banda centrale rossoblu – ma la terza, non solo a che serve, ma che centra? Qual’è il senso della maglietta a righe verticali bianche ed azzurre? Un omaggio a Milito prima e a Palacio, Figueroa e Crespo ora? (E se poi a gennaio dovessero venderli?
)

Nella partita Bologna-Siena – squadre che hanno divise facilmente riconoscibili – i toscani hanno utilizzato addirittura la loro terza maglia.
Intanto l’utilizzazione della divisa quasi interamente arancione, che rischiava di confondersi facilmente con il rossoblu del Bologna, è di per se poco comprensibile. Ma forse questa maglia (che riporta i due colori sociali ognuno su una manica diversa!!!) serviva solo per far piacere ai contradaioli della Lupa

Capisco le mode, i gusti ed i riferimenti storici, ma per favore, una maglia da calcio deve rimanere una maglia da calcio.
Prima che piano piano ci cambino anche le maglie tradizionali e che si arrivi a protestare – come hanno fatto la scorsa estate i tifosi del Paris Saint Germain – vorrei fare un appello agli stilisti delle varie aziende produttrici di abbigliamento sportivo.
Ricordatevi che le maglie delle squadre di calcio sono tradizione, memoria, storia e non vanno solo indossate. Soprattutto, vanno amate!
Questo articolo è di Roberta. Tutti gli altri, li puoi trovare nella sua rubrica Una signora in bianconero
Pubblicato in Una signora in bianconero | Contrassegnato da tag Crespo, Genoa, merchandising, Roberta, Seconde maglie, Siena, Una signora in bianconero | 7 Commenti »
Un giorno, mi trovavo al Delle Alpi, ad assistere ad una partita della Vecchia Signora.
Alex Del Piero segnò un goal, dopo che la Juventus ne aveva già segnato altri.
Il pubblicò esultò come se si fosse trattato del primo, del più importante.
Fece così perché quello era un goal di Del Piero.
Della nostra bandiera.
I suoi, sono goals “diversi”, perché le emozioni che regalano sono “diverse”.
Tanti auguri, mio Capitano
zebrabianconera10

Pubblicato in Juventus | Contrassegnato da tag Alex Del Piero, calcio, compleanno Del Piero, Del Piero, Juventus, Tanti auguri mio Capitano | 7 Commenti »
Pubblicato in Juventus | Contrassegnato da tag Calciopoli, Juventus, Oliviero Beha | 7 Commenti »

“La vita è come una scatola di cioccolatini. Non sai mai quello che ti capita”. Mi ispiro alle parole pronunciate dall’ingenuo personaggio Forrest Gump, protagonista dell’omonimo film di Robert Zemeckis, nel commentare le prime gare della Juventus di quest’anno. “Le partite della Juventus sono come una scatola di cioccolatini. Non sai mai quello che ti capita”.
Si parte con una quaterna di vittorie consecutive in campionato, tra esaltazioni e sofferenze per successi conditi da qualche paura di troppo. Ma era l’inizio del campionato: allenatore nuovo, squadra in larga parte nuova. Jolly consentiti, ci mancherebbe altro. Consentito anche il pareggio nel posticipo del turno infrasettimanale di Genova con i rossoblù (una “figata” giocare di giovedì, complimenti per l’ennesima volta agli autori di queste scelte): la prestazione era stata eccellente. I goals c’erano tutti, l’arbitro un po’ meno. Poi, però, i primi problemi “pesanti”: il pareggio interno col Bologna e la successiva sconfitta con il Palermo in terra di Sicilia avevano decretato la fine dei sogni: troppo simile, la nuova Juventus, a quella “Ranieriana”. Un altro anno buttato alle ortiche, altro che progetto vincente. Il pareggio con la Fiorentina aveva ancora troppe similitudini con i sorrisi (gli “smile”) del recente-passato-perdente. La vittoria a Siena, dove iniziò l’avventura di Ciro Ferrara sulla panchina bianconera, dava l’idea di essere tornati “punto e a capo”: l’improvvisazione che continua a farla da padrona.
Poi… La partita contro la Sampdoria. Trionfo di goals, il trapezio a centrocampo al posto del rombo (dopo un primo esperimento contro il Maccabi Haifa), la tribù dei piedi buoni in campo in contemporanea (Giovinco, Diego, Camoranesi), la palla che non viaggiava più dall’ultimo difensore bianconero direttamente all’ultimo difensore avversario, scambi veloci, pressing, grinta… Ok, abbiamo trovato la formula giusta. Ora si parte alla rincorsa dell’Inter.
Juventus-Napoli: due goals, da proteggere, custodire gelosamente per archiviare un’altra pratica. Invece no, dalla “scatola” esce il cioccolatino sbagliato. Ne provi altri due: peggio ancora. Ci fermiamo. E tornano gli incubi del passato… Inframezzati qua e là, gli incontri di Champions League: secondo posto nel gironcino con qualificazione abbastanza vicina (la prudenza è d’obbligo), qualche sofferenza di troppo ma difesa più ermetica di quanto non si riesca a vedere in campionato.
Il risultato? Quello già detto: “Le partite della Juventus sono come una scatola di cioccolatini. Non sai mai quello che ti capita”.
Qualche certezza, però, c’è. Tra queste, oltre all’immenso Camoranesi di ieri, mi preme fare una citazione particolare per David Trezeguet: 167° gol in bianconero, ha raggiunto Omar Sivori come straniero più prolifico della storia bianconera. Un plauso al campione che in molti davano per finito, ma che ha dimostrato – per l’ennesima volta – di avere ancora il goal nel sangue. Di solito mi imbestialisco quando vedo un giocatore togliersi la maglietta dopo una segnatura: la regola dell’ammonizione, in quei casi, non dà scampo. Ieri, però, gliel’ho concesso: festeggia come vuoi, David. E non fermarti più. Il grande Omar, da lassù, avrà esultato anche lui: aveva la Juventus nel cuore, e i record sono fatti per essere battuti.
“Mamma diceva sempre: devi gettare il passato dietro di te prima di andare avanti”. Anche in questo caso, una frase pronunciata da Forrest Gump descrive lo stato d’animo attuale del tifoso che è in me. Quella Juventus, pre-Calciopoli, ormai non c’è più. Quegli scudetti, neanche. “Stupido è chi lo stupido fa”. Ci volete tutti “ingenui” come Forrest Gump? Vi fa piacere intasare i giornali e le televisioni di “finte verità” o “vere bugìe”? Questa è l’informazione nel nostro paese? Avete trovato le persone sbagliate.
“Eravamo molto uniti… come pane e burro”. “Sento” la Juventus come parte di me. Non l’abbandonerò mai. E non mi asterrò certo dalla lotta affinchè la verità su quella farsa che è stata Calciopoli non venga fuori. Rivoglio indietro i miei (i nostri) scudetti. Buon ascolto!
![]()
Questo post lo puoi trovare anche su juvenews.net, nella sezione Passione Juventus
Pubblicato in Juventus | 12 Commenti »

Qualcuno di voi crede ancora a Calciopoli?
O forse ha capito in che razza di paese viviamo?
Ecco le PROVE di come l’informazione, in Italia, sia diventata DISINFORMAZIONE.
Mi preme, innanzitutto, ringraziare Antonio Corsa (direttore) e Mirko Nicolino (collaboratore) che hanno pubblicato nel sito Il Blog dell’Uccellino di Del Piero questo bellissimo lavoro, che inserisco, previa autorizzazione, nel mio blog.
Con una speranza, rivolta a chi possiede un blog, un sito, gestisce un forum… FATELO GIRARE!!!
Allora, partiamo.
Ieri eravamo rimasti qui:
“Martino, pressato dal pm Narducci, ha detto le sue sensazioni di quel giorno, quando c’era da stabilire il direttore di gara della partita scudetto: “Ci fu uno strano colpo di tosse del designatore Bergamo quando il giornalista incaricato dall’Ussi scelse la pallina gialla degli arbitri”.
Con queste righe, stando a quanto riportato dal TG5 e amplificato da alcuni autorevoli quotidiani (“Gazzetta dello Sport”, “La Repubblica”, …) il processo di Napoli è terminato.
Vittoria dell’accusa, smontiamo il tendone, tutti a casa.
Ecco cosa VERAMENTE è stato detto durante il processo.
Allego un file in formato .pdf, redatto direttamente dal sito citato (da Antonio Corsa), in cui viene rendicontato quanto segue: Le bugie sul colpo di tosse di Bergamo
Su “Tutto Juve.com”, ecco l’intervento di Mirko Nicolino: Processo di Napoli: per Martino il sorteggio di Milan-Juve non fu pilotato
Per semplicità di lettura, bisogna dividere il lavoro in tre parti:
Estrapolo, per ulteriore chiarezza, le ultime righe della terza parte:
Prende la parola, fra gli altri, l’avvocato Prioreschi, difesa Moggi (taglio il resto, e passo solo a Milan-Juventus): “Senta, un solo chiarimento con riferimento a questo benedetto o maledetto sorteggio di Milan-Juve. Ad un certo punto lei dice che Bergamo fa un colpo di tosse, ho capito bene?”. Risposta: “Sisi”. Domanda: “Lo fa mentre il giornalista estrae la pallina, è così?”. Risposta: “Mmm.. diciamo lo fa nel momento in cui.. il.. giornalista.. sta con la mano nell’urna, sì”. Domanda: “Qual è allora l’incidenza del… allora che cosa significava fare un colpo di tosse mentre il giornalista pesca la pallina, me lo spiega?”. Risposta: “Ma, niente. A me fu chiesto se in occasione..”. Domanda: “A parte le sue percezioni.. Abbiamo capito che era una sua sensazione però voglio dire anche logicamente.. il giornalista pesca, Bergamo fa il colpo di tosse e manda il messaggio al giornalista? Questo è il…?”. Risposta: “Nonono..”. Prioreschi: “A mbè, perchè se nò non si capisce..”. Risposta: “Nono.. Diciamo… è stata un.. ripeto.. un discorso puramente casuale, non..”. Domanda: “Quindi il colpo di tosse di Bergamo non c’entra niente con tutto il sorteggio, quindi questo è, perchè allora..”. Manfredi: “Scusi?”. Domanda: “Il colpo di tosse di Bergamo quindi non c’entra nulla col sorteggio”. Risposta: Il colpo di tosse di Bergamo.. se non sbaglio.. mi fu chiesto se c’erano delle maniere per.. per farsi capire e… io risposi.. “Guardi sinceramente no, mi pare di ricordare che”…”. Prioreschi: “Ho capito, ma il colpo di tosse Bergamo lo dà quando il giornalista pesca!”. Risposta “Dopo diciamo che esce la partita Milan-Juve, sì. Cioè..”. Domanda: “Quindi che cos’è, un messaggio al giornalista?”. Risposta: “No!”. Domanda: “Cioè io voglio sapere ma il giornalista era d’accordo con il sorteggio?”. Risposta: “Ma no!”. Prioreschi: “E allora?”.
Qui potete ascoltare (dura 4 ore, non poco, ma si può comunque “saltare” da un punto all’altro – le parti più interessanti sono negli ultimi minuti): Il processo a Radio Radicale
Ps: cito, tra gli altri, l’articolo di Sante Tricarico (JUVE 90) comparso ieri su Juvenews.net (Tra un colpo di tosse e l’altro)
Pubblicato in Juventus | Contrassegnato da tag Antonio Corsa, Calciopoli, colpo di tosse di Bergamo, Farsopoli, Juventus, Mirko Nicolino, processo di Napoli | 12 Commenti »