
7 luglio 2009. Una cena con un amico. Due passi in paese. La rinuncia a seguire le trasmissioni serali dedicate al calciomercato. “Tanto non succede nulla neanche stasera”. D’Agostino sì, D’Agostino no. Trattativa aperta, chiusa, in salita, in discesa, vicina, distante dalla sua conclusione. Personaggi che raccolgono scampoli di gloria estiva (Sergio Gasparin), a fronte di un anno calcistico al termine del quale dovranno rispondere del proprio operato (vedremo il prossimo maggio cosa ne sarà di quest’Udinese, ora che non c’è più Leonardi…).
Una Juventus partita decisa, pronta a rinforzare la squadra già in primavera (presi Diego e Cannavaro), con un tecnico nuovo (in tutti i sensi), per poi rimanere in stand-by per (quasi) tre mesi. Il “tesoretto” finito, si diceva. La rincorsa ad un difficile “autofinanziamento”, si ragionava (quasi quasi) sui centesimi. L’idea di un “colpo” all’anno. Nel contesto, però, di una rosa che ne necessitava di altri, per essere veramente competitiva.
Un’occhiata ad internet dal cellulare, quando mancavano poco più di 200 metri da casa, ormai rimasto solo. “Non sia mai…”.
Di colpo, un fremito. “Felipe Melo: è Juve!”. Quel punto esclamativo, quel semplicissimo punto esclamativo, accese nel mio stomaco “un fuoco”, diventato quasi ingovernabile nell’arco di pochi secondi. Era l’orgoglio, l’orgoglio di chi in tre anni ha dovuto vedere la squadra del suo cuore subire umiliazioni che non aveva mai provato in più di cento anni di storia.
La Vecchia Signora che ormai tutti si dileggiavano a prendere in giro, denudata del suo potere, dei suoi abiti migliori, della sua bellezza, in un attimo si rialza e mostra tutto il suo splendore. Torna a far paura da quanto è bella, attraente, vigorosa.
25 milioni di euro per accaparrarsi un grande centrocampista, un altro brasiliano che si aggiunge ad una mini-colonia mai vista così numerosa in quel di Torino. Ma, soprattutto, la sensazione di essere più vicini a tornare grandi, di non dover aspettare un’eternità per essere nuovamente competitivi ai massimi livelli.
Quel carioca dalla faccia da duro del quale mi sono innamorato in poco meno di un secondo, ha rappresentato (e rappresenta) lo spartiacque tra la Juve che rinunciava a Xabi Alonso per prendere Poulsen, e quella che rinuncia a D’Agostino (e a farsi prendere “per il collo”, per non dire un altro punto del corpo…) per comprare un centrocampista molto più costoso. Senza badare a spese. Avendo ottenuto (e difeso a spada tratta) un bilancio sano, ora può permettersi di investire mentre gli altri sono in difficoltà, e – poco alla volta – stanno iniziando (quasi tutti) a fare delle rinunce.
Una corsa all’impazzata verso casa, ad accendere il pc e prendere confidenza con la notizia e gli umori dei tifosi. L’entusiasmo che sale alle stelle, le mail con un amico blogger e la condivisione della gioia con un altro via messenger. La notte che sembra più corta, e che – ridendo e scherzando – mi porta ad essere sveglio ancora alle 2.20.
Che fare? Dormire? E perché mai? Da quanto tempo non ero così contento, entusiasta? (come sottolineavo nel corso di uno degli ultimi articoli: mancava “entusiasmo”…) Ma forse non si trattava di solo entusiasmo: era goduria.
Questa Juventus andrà sostenuta (come e più di prima, se possibile) nel corso di tutta la stagione: non bisogna limitarsi al solo periodo estivo del calciomercato. Quello, da sempre, è “terra degli interisti”. Ora che le cose si avvicinano, lentamente, a tornare come erano una volta (e come è normale che siano…), è giusto prendersi questa “ventata di gioia”, ma non dimenticarsi che – quando inizieranno le competizioni – ci saranno anche i momenti negativi. Allora, in quel momento, la squadra andrà difesa e incoraggiata. Dopo “l’entusiasmo”, ci vorrà “l’equilibrio”.
Ma quella notte, quella notte… Rimaneva una cosa ancora da fare, solo, in casa, senza poter condividere più con qualcuno quei momenti. Andare su YouTube, e cercare la musica adatta, per festeggiare. Quella che d’ora in poi si ballerà a Torino. E a Pinzolo.
Forza ragazzi, la Vecchia Signora sta tornando. E lo sta facendo a ritmo di samba…
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ORA E’ UFFICIALE!!!










E oggi hanno anche fatto una signora partita pure senza i nuovi acquisti.. Trezeguet sempre più rinato, Zanetti che ritrova la condizione e i giovani sempre meno acerbi..
Mi sono preso una volontaria pausa dal blog, ma ora che le prime risposte arrivano sul campo si riparte per un’altra annata di goduria e delusioni, due sensazioni speriamo molto più sbilanciate rispetto all’anno scorso!
Hai detto (e scritto) molto bene: si riparte per un’altra annata di goduria e delusioni, due sensazioni speriamo molto più sbilanciate rispetto all’anno scorso!
Speriamo siano maggiori le prime…
E’ un piacere rivederti, Defio.
A presto!
Un abbraccio
[...] Link articolo originale: Godo… [...]
quanto ho riso dopo questa frase…. hai perfettamente ragione.. la parola d’ordine è sostenere, cantare e divertirsi con questa juve!!
Anche io l’8 luglio al mio risveglio ho acceso la televisione e ascoltando la rassegna stampa del TG5 ho letto in un trafiletto in alto a destra di un giornale la notizia dell’ aquisto di Melo. Ho goduto perchè finalmente dopo gli acquisti deludenti di Poulsen e di Almiron (non includo Tiago perchè per me è un ottimo giocatore) la dirigenza della JUVE ha speso dei soldi sensati per degli acquisti che sicuramente ci aiuteranno a fare il salto di qualità.
SOLO E SEMPRE FORZA JUVE.
Mario.
E che bella compagnia con questa samba…
Grazie, Federico
Sono molto felice di rivederti.
Speriamo in bene per quest’anno: il passo sembra buono…
“Solo e sempre forza Juve”, Mario
Benvenuto nel mio blog: grazie per la visita ed il commento!
Eh già… Inteso…
A prestissimo!
Un abbraccio a tutti!!!