
Alla domenica mattina il giornale mi introduceva al pomeriggio calcistico.
Non esistevano anticipi o posticipi.
Esisteva la radiolina.

Mi immaginavo le azioni, ricordando le immagini viste nelle partite precedenti.
Sognavo di fare il giornalista sportivo, di poter raccontare ai tifosi le gesta dei calciatori della Juventus.
Quel lavoro, oltretutto, mi avrebbe permesso di assistere a tutti gli incontri della Vecchia Signora…
Non avrei mai immaginato, vent’anni dopo, di poterli vedere tutti comodamente seduto in casa.
La schedina era un rito.
Il “13” al totocalcio, un sogno.
Quando c’era un interruzione nel collegamento radio, con il pubblico che esultava e non si capiva ancora chi avesse segnato, il cuore mi saliva in gola.
“Scusa Ameri…”

Poi, era la volta di 90° minuto…
Non vedevi l’ora che Paolo Valenti finisse di leggere i risultati e la classifica.
Ecco, finalmente, le immagini…
Dopo la sintesi di una partita (poco meno di un’ora, terminato 90° minuto), era la volta di Domenica Sprint…
Di nascosto dai genitori, più grandicello, quando si riusciva, si tirava a fare tardi con la Domenica Sportiva…
A proposito, ricordate le partite in eurovisione? Beh, iniziavano con questa sigla…
Grazie a tutti questi protagonisti per avermi aiutato ad amare il calcio

![]()
Questo post lo puoi trovare anche su juvenews.net, nella sezione Passione Juventus









Le ho fatte vedere a mio papà, si è perfettamente immedesimato con i tuoi scritti!
[...] Vai a vedere articolo: Scusa Ameri… [...]
Zebra carissimo, io che ho 42 anni ho vissuto tutte queste cose e le ho vissute esattamente nella maniera in cui tu le hai descritte con l’ausilio di filmati e audio. Ti confesso che mi sono commosso, forse perchè quando il calcio era questo io ero giovane ed avevo tante, tantissime illusioni e moltissimi sogni per il mio futuro ed ora ne ho nostalgia, o forse perchè a volte immaginare e volare con la fantasia è più bello ed emozionante che vedere, o forse perchè quello era un calcio dove la passione, la maglia e l’ideale di appartenenza contavano più dei soldi, più degli ingaggi, più dell’immagine, più di un cerchietto per tenere fermi i capelli, un calcio dove Cabrini firmava in bianco, alla presenza di Boniperti, il contratto per la Juventus, senza ancora sapere quanto avrebbe guadagnato, un calcio dove una partita di “Coppa dei Campioni” o di “Coppa Uefa” o di “Coppa delle Coppe” era un evento straordinario, alla quale si assisteva con lo stomaco sottosopra e il cuore in gola, cuore che si fermava anche ad ogni esultanza che si sentiva alla radio, durante “tutto il calcio minuto per minuto”, prima che Ameri, Ciotti, Provenzali o chi per loro arrivasse a dire chi aveva segnato. Nelle trasmissioni televisive le chiacchiere allora erano pochissime (Domenica Sprint per me era l’esempio di come dovrebbe essere una trasmissione sul calcio), le immagini, anche se tecnologicamente molto meno avanzate, sufficienti a far capire come era andata la gara, i commentatori erano molto più competenti, forse meno faziosi e tutto aveva l’aria di una favola a cui tutti, in un modo o nell’altro speravamo magari un giorno di appartenere.
@Eclipse707: grazie

Ne sono più che felice
Salutalo da parte mia
@Danny67: mi hai lasciato un commento favoloso…
Hai descritto “in toto” le sensazioni che provavo durante la scrittura (e la ricerca dei video e delle foto) di questo post.
“Quello” è il mio calcio.
L’ho amato così tanto, che ora riesco a sopportare anche cose difficili da digerire.
Perfetto anche il binomio “crescita personale-calcio diverso”
Un abbraccio a tutt’e due.
Anzi, considerando il padre di Eclipse, a tutt’e tre
Quanta nostalgia… Hai colto in pieno i sentimenti che si provavano in quegli anni. I tumulti di emozioni e di sensazioni che ci agitavano quando sentivamo le partite alla mitica “radiolina” incollata all’orecchio… Mi ricordo che con i miei amici amavamo fare lunghe passeggiate durante le quali ci inventavamo a vicenda radiocronache modello “tutto il calcio” e gioivamo nel sentirle… L’attesa febbrile poi di vedere le immagini a 90° minuto o a Domenica Sprint o alla “Domenica Sportiva” con mio padre che, a scapito delle urla di mia madre, mi lasciava stare sveglio fino a vedere il servizio sulla “mia” Roma. Non c’era odio, violenza (o almeno era molto limitata) o rancore. Tanti sfottò, tanti scherzi, qualche litigata… quello sì, ma tutto sapeva di buono, di fantasia, di passione e di allegria… In fondo sono passati solo 20/30 anni ma sembrano secoli… E mi sembra che questo calcio di oggi così freddo, ricco, tecnologico e distante, tutto faccia tranne che trasmettere ai ragazzi quell’amore e quella passione che noi abbiamo vissuto così intensamente… Quanta nostalgia…
Ciao Angelo,
benvenuto nel mio blog
La “tua” Roma e la “mia” Juventus, in quegli anni, erano acerrime rivali.
Ora ci ritroviamo qui, nel blog di uno dei tifosi delle due squadre, a rimpiangere quei momenti, quelle sensazioni, quelle persone.
E non è soltanto perché eravamo giovani (o bambini).
Mi fatto molto piacere la tua visita, così come il commento che hai lasciato.
Divisi dall’amore per una squadra, uniti nella passione del calcio.
Un caro saluto
Sai che ti facevo più giovane?
Post scriptum: la sigla dell’Eurovisione viene dal Te Deum di Marc-Antoine Charpentier, 1634-1704.
All’epoca dei video non avevo ancora dieci anni
All’epoca dei video non avevo ancora dieci anni
Grazie per la segnalazione
Ora non posso ascoltare i video, ma mi limito a ricordare …..
e i miei ricordi arrivano fino al bianco-nero (nel senso degli unici colori della tele). A casa comprammo la televisione a colori poco prima dei mondiali di argentina nel 1978.
zebra!!! ma questi pensieri vengono quando si comincia a sentire il peso degli anni….su su che sei ancora un ragazzino
Ragazzino?
Per certi versi sì, per altri no…
Non ero nato in quegli anni, ma questi video amarcord mi piacciono un sacco. Un consiglio: penso che piacerebbe a molti anche su Juvenews…
Consiglio accettato, Sante

Sinceramente non sapevo se sarei stato in grado di inserire tutte queste foto e video sul sito.
Diciamo che la tua proposta… Mi ha stimolato a provare
Fatto!
Un abbraccio e grazie
Aveva una vecchia radio, che funzionava per miracolo.
Un pò come nel film di Pieraccioni, prima che arrivassero le gnoccone spagnole.
C’era solo un modo per far funzionare quello scassato aggeggio: dovevi posizionare accuratamente un filo, una sorta di antenna.
Qualche imprecazione, non so bene il perché, aiutava molto.
E poi dovevi ascoltare la radiocronaca… in ginocchio.
Non sto scherzando.
La domenica pomeriggio era un rito, ed il tuo blog l’ha fatto prepotentemente emergere dall’archivio della mia memoria.
Così come ho rivisto nitidamente mio padre, quasi genuflesso, mentre cercava di catturare le parole dalla radio.
Lui teneva per il Doria.
Io, ovviamente, per la Juve.
Ma non mi sono mai permesso di fare la minima battuta nei confronti della sua squadra.
Né, tantomeno, di avvicinarmi a lui la domenica pomeriggio quando era concentrato davanti alla sua radio.
Il bello del calcio era (spero sarà ancora) questo
Con un semplice post in un blog, qualche foto e alcuni video, ecco che alcuni (dolci) ricordi ti sono riaffiorati nella memoria…
Un abbraccio
azzo zebra.. i miei ricordi più vecchi sono di quando andavo all’oratorio, poi alle 6 di sera tornavo a casa e vedevo 90° minuto.. in quei tempi c’erano ravanelli e vialli..
quelle erano sintesi vere, si vedevano i goal e si sentiva il boato..
ormai adesso si sta un quarto d’ora a tagliuzzare l’immagine della scivolata che tocca il piede ma tocca prima ma la palla, quindi l’arbitro deve aver fischiato il rigore per il colpo d’anca anche se il difensore era girato quindi non poteva vederlo perchè chiamava il fuorigioco, ma il guardialinee era coperto dal portiere ecc ecc..
“azzo zebra.. i miei ricordi più vecchi sono di quando andavo all’oratorio, poi alle 6 di sera tornavo a casa e vedevo 90° minuto.. in quei tempi c’erano ravanelli e vialli..”: vorresti dire che sono vecchio?
Scherzo…
“quelle erano sintesi vere, si vedevano i goal e si sentiva il boato..“: hai perfettamente ragione.
“ormai adesso si sta un quarto d’ora a tagliuzzare l’immagine della scivolata che tocca il piede ma tocca prima ma la palla…“: infatti non seguo più le trasmissioni sportive da almeno 7-8 anni.
Pensa cosa sono riusciti a fare…
Un abbraccio
Quelle musiche, quelle immagini…ho chiuso gli occhi e mi sono ritrovato nella stanza da letto di mio padre nelle domeniche pomeriggio invernali, con la sua enorme radio di color nero sul comodino, le schedine del totocalcio vicine. Lo andavo a svegliare dopo la sua pennichella e trattenendo il fiato aspettavo che il radiocronista di turno dicesse il finale del primo tempo. Erano anni in cui la radio dava solo il 2 tempo. Poi le solite cose, i soliti litigi con mio padre tifoso del Livorno anni 30 e del Cagliari di “Giggirriva” dopo, ma soprattutto Antijuventino. “Scusa Ameri, rigore per la Juve”. “E ti pareva, solo così sapete vincere!” Finalmente le immagini a 90′ minuto. “Visto che era rigore”…”Ma va se manco l’ha toccato…”.
Saranno gli anni che ammorbidiscono l’esistenza, ma quanto ricordi! Bei ricordi!
Tank zebra.
Avevo appena spento il pc.
L’ho riacceso ora, e mi sono trovato questo tuo commento.
Il modo migliore per iniziare la giornata
Un abbraccio, caro Antonio.